
L’EoE è una patologia cronica che non si risolve spontaneamente, ma può essere tenuta sotto controllo con terapie adeguate. Gli obiettivi del trattamento sono:
Il trattamento viene personalizzato, e può includere:
I cibi più frequentemente coinvolti nella reazione infiammatoria dell’EoE sono:
Soia e legumi
Grano e cereali contenenti glutine
Uova
Latte e derivati
Pesce e crostacei
Noci e semiLe diete più restrittive, come la “six food elimination diet”, possono migliorare i sintomi ma sono difficili da seguire a lungo. Per questo si preferisce oggi un approccio graduale, partendo dall’eliminazione del singolo alimento più sospetto. Un supporto nutrizionale professionale è essenziale per evitare carenze e garantire una dieta equilibrata.
Se l’infiammazione è stata trascurata o non controllata, l’esofago può restringersi (stenosi). In questi casi si può ricorrere alla dilatazione esofagea, un intervento endoscopico effettuato in sedazione che permette di allargare il lume dell’esofago con palloncini o sonde. Non cura la malattia, ma ne tratta le conseguenze.
Un intervento di dilatazione dura circa 10 minuti e viene effettuato a paziente sedato.
Circa il 75% dei pazienti trattati con la dilatazione ha un miglioramento significativo dei sintomi che dura fino a 12 mesi. Tuttavia, con questo intervento non viene trattata l’infiammazione che è causa del restringimento, per cui nel corso del tempo si verificheranno nuovi restringimenti che devono essere nuovamente dilatati.
Circa la metà dei pazienti lamenta, dopo il trattamento, dolori alla deglutizione per 2-3 giorni, curabili con antidolorifici convenzionali. Il rischio di complicanze, in particolare di una perforazione dell’esofago, è relativamente ridotto (<1%).