COME SI CURA

L’EoE è una patologia cronica che non si risolve spontaneamente, ma può essere tenuta sotto controllo con terapie adeguate. Gli obiettivi del trattamento sono:

  • migliorare i sintomi,
  • ridurre l’infiammazione,
  • prevenire il danno strutturale dell’esofago (fibrosi, stenosi),
  • migliorare la qualità della vita.

Il trattamento viene personalizzato, e può includere:

  • Farmaci: come budesonide orodispersibile (cortiscosteroide ad azione topica assunta per via orale) o gli inibitori di pompa protonica (IPP),
  • Diete di eliminazione: che prevedono l’esclusione di uno o più alimenti sospetti e la loro reintroduzione graduale,
  • Dilatazione esofagea: nei casi in cui si sviluppano restringimenti gravi dell’esofago.

GLI ALIMENTI DA EVITARE

I cibi più frequentemente coinvolti nella reazione infiammatoria dell’EoE sono:

  • 1Soia e legumi
  • 2Grano e cereali contenenti glutine
  • 3Uova
  • 4Latte e derivati
  • 5Pesce e crostacei
  • 6Noci e semi

Le diete più restrittive, come la “six food elimination diet”, possono migliorare i sintomi ma sono difficili da seguire a lungo. Per questo si preferisce oggi un approccio graduale, partendo dall’eliminazione del singolo alimento più sospetto. Un supporto nutrizionale professionale è essenziale per evitare carenze e garantire una dieta equilibrata.

TERAPIE FARMACOLOGICHE DISPONIBILI:

  • Corticosteroidi topici: nel 2022 è stata introdotta in Italia budesonide in compresse orodispersibili (BOT), prima terapia specificamente indicata per l’EoE, che ha dimostrato di essere altamente efficace nell’ indurre e mantenere la remissione nel lungo termine,
  • IPP: pur non essendo indicati per l’EoE, sono stati impiegati in passato in assenza di terapie specifiche,
  • Anticorpi monoclonali: è da poco disponibile una terapia a base di anticorpi monoclonali, dupilumab, indicata in pazienti non adeguatamente controllati da, intolleranti a, o che non siano candidati per la terapia farmacologica convenzionale, inclusa budesonide autorizzata per la medesima indicazione.

E SE L’ESOFAGO SI RESTRINGE?

Se l’infiammazione è stata trascurata o non controllata, l’esofago può restringersi (stenosi). In questi casi si può ricorrere alla dilatazione esofagea, un intervento endoscopico effettuato in sedazione che permette di allargare il lume dell’esofago con palloncini o sonde. Non cura la malattia, ma ne tratta le conseguenze.

QUANTO DURA UN INTERVENTO DI DILATAZIONE ESOFAGEA?

Un intervento di dilatazione dura circa 10 minuti e viene effettuato a paziente sedato.

LA DILATAZIONE ESOFAGEA CHE PERCENTUALE DI SUCCESSO PRESENTA?

Circa il 75% dei pazienti trattati con la dilatazione ha un miglioramento significativo dei sintomi che dura fino a 12 mesi. Tuttavia, con questo intervento non viene trattata l’infiammazione che è causa del restringimento, per cui nel corso del tempo si verificheranno nuovi restringimenti che devono essere nuovamente dilatati.

QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI DELLA DILATAZIONE ESOFAGEA?

Circa la metà dei pazienti lamenta, dopo il trattamento, dolori alla deglutizione per 2-3 giorni, curabili con antidolorifici convenzionali. Il rischio di complicanze, in particolare di una perforazione dell’esofago, è relativamente ridotto (<1%).

QUALI SONO I TRATTAMENTI AD OGGI DISPONIBILI PER L’ESOFAGITE EOSINOFILA E QUALI GLI OBIETTIVI TERAPEUTICI?

PIERFRANCESCO VISAGGI
Dipartimento Scienze Cliniche e Traslazionali, Università di Pisa, Pisa